Come domare la velocità


Riprendo dopo un bel po’ di tempo a scrivere  suggerimenti tecnici per appassionati di fotografia che vedo partecipare sempre più spesso e numerosi alle gare di agility che frequento e per le quali “presto servizio”.

Oggi non volevo introdurre concetti particolarmente raffinati o tecnici ma dare un paio di suggerimenti pratici per approcciare la fotografia d’azione e lo farò partendo dalle basi, niente aspetti artistici o comunicativi, semplicemente cosa fare e come regolare la macchina per tirar fuori foto tecnicamente decenti: non mosse e possibilmente a fuoco 😉

Partiamo dal fuoco

Nella fotografia statica (quella per intenderci che fate quando prendete una persona e la mettete in posa fino a quando scattate) mettere a fuoco è abbastanza semplice, si punta, si preme a metà il tasto, si aspetta che la macchina faccia un beep e accenda un led rosso nello schermo (o un quadrato che da rosso diventa verde, dipende dal modello) e si scatta. Di solito ci vogliono un paio di secondi, una frazione di questi serve alla macchina per effettuare la messa a fuoco, il resto per aspettare che il soggetto smetta di muoversi, fare smorfie e assuma una posa di cui non pentirsi una volta immortalato…

In quella dinamica succede una cosa buffa, il soggetto non si ferma mai e nel frattempo che focheggiate, in quella breve frazione di secondo che passa dalla conferma del fuoco avvenuto e lo scatto, il soggetto è già andato e a voi resta una sagoma sfocata o una bella scena vuota oppure solo la coda. Per ovviare al problema esistono due espedienti, uno semplice e furbo, l’altro più tecnico ma più difficile.

Il furbo

_NAA4362
se sapete dove passerà il soggetto in anticipo inquadrate in anticipo quel punto, mettete a fuoco aiutandovi con un riferimento (ad esempio l’ostacolo che salterà) e scattate al passaggio. Molto semplice, molto efficace soprattutto nel caso in cui la macchina non sia particolarmente performante e veloce a focheggiare

Il tecnico

Esiste una modalità di autofocus che la maggior parte ignora, si chiama autofocus continuo, identificato generalmente con la sigla AFc oppure AF Ai, dovete impostare questo settaggio che ha la particolarità di tenere costantemente a fuoco il soggetto anche in movimento. Una volta impostato non dovete far altro che seguire il soggetto costantemente tenendolo sempre al centro dell’inquadratura (se si scosta dal centro il rischio è che la macchina cominci a focheggiare lo sfondo) e scattare ogni volta che si desidera.

Naturalmente ci sono tanti ma di cui tener conto, il primo è la velocità con cui si muove e la vostra abilità di tenere il soggetto sempre inquadrato bene, nonostante la vostra abilità non è detto che la macchina abbia un AF abbastanza veloce da stargli dietro, infine ci sono tutta una serie di situazioni limite che mettono in difficoltà voi e la macchina e che per essere dominate richiedono molta pratica e una conoscenza molto approfondita del suo funzionamento.

Ultimo aspetto importante è che il fuoco continuo per sua natura non smette mai di cercare il fuoco su cosa trova al centro, se per qualsiasi esigenza dovete inquadrare qualcosa che non si trova al centro (seguendo ad esempio la regola dei terzi ma anche semplicemente inquadrando due persone di fianco non abbastanza vicine da stare al centro) rischiate che la foto sia a fuoco nello sfondo.

Come “congelare” l’immagine

mosso-brutto
Uno degli errori più frequenti e causa di tante foto mosse è l’uso di tempi di scatto non sufficientemente veloci, ne ho parlato brevemente anche qui e in questo articolo vorrei completare quest’informazione, in primis come si regola la macchina per avere tempi di scatto veloci?

Approccio di fede

shutter-speed-mode-1Nella vostra macchina ci sarà probabilmente la possibilità di scegliere delle “scene” preimpostate, una di queste è quella sportiva, di solito indicata da un omino che corre,  scegliendo questo programma la macchina tenderà ad usare tempi più veloci possibile in funzione anche della luce disponibile (ricordate: più il tempo è veloce e più sarà necessario avere luce forte e obiettivi luminosi), è un settaggio molto funzionale (sicuramente meglio che scattare in automatico generico) che spesso ci azzecca ma che talvolta può essere troppo prudente e usare tempi inutilmente veloci. Ma ribadisco, se non si è in grado di regolare la macchina è il sistema che garantisce più risultati.

Classico sportivo

Oltre al P e alle scene predefinite esistono diverse altre modalità di scatto su una reflex fra cui le cosiddette semi-automatiche o “priorità di diaframma” e “priorità di tempo”, in questo caso dovete settare la seconda (di solito indicata dalla dicitura Av o S), questa modalità permette di scegliere manualmente il tempo di scatto (sapendo quale scegliere, fate riferimento alla tabella che ho indicato qui) lasciando alla macchina il compito di regolare l’apertura del diaframma in modo da esporre correttamente la scena ripresa. È anche possibile impostare automaticamente il valore di sensibilità (ISO) in modo da permettere alla macchina di trovare un buon compromesso fra apertura diaframma e sensibilità riuscendo sempre ad esporre correttamente. La cosa veramente importante è scegliere il tempo adatto tenendo conto che più sarà vicino al limite inferiore più sarà possibile avere foto mosse e più sarà lontano da tale limite minore sarà la qualità della foto a causa del rumore che introdurrà il sensore regolato a sensibilità maggiore (le classiche foto sgranate).

Il panning, ovvero fare di necessità virtù

RGV-gamma-panning-motogp
Congelare l’immagine di un soggetto molto veloce richiede tecnica e tecnologia, la prima si acquisisce col tempo facendo molta pratica e studiando, la seconda si compra, in termini di macchine performanti e soprattutto obiettivi molto luminosi (un classico esempio è il 70-200/f2.8 che può costare da un migliaio di euro ad oltre 2000 in base a varie caratteristiche), ma il bello della fotografia è che la creatività può anche riscrivere le regole del gioco e metterti in condizioni di creare immagini a forte impatto usando tecniche e impostazioni del tutto diverse. In questo caso parliamo del panning che conferisce il senso del movimento grazie proprio all’effetto mosso conseguente all’uso di tempi lenti. Ne ho già parlato qui e non mi dilungherò su come si effettua il panning, anche perché coi cani è estremamente difficile creare effetti di panning gradevoli e funzionali.

Spero di essere stato utile a qualcuno, grazie per la lettura e alla prossima!