Fai belle foto perché hai una bella macchina? Mica vero!


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Rubo da un noto blog  questa grafica divertente che sintetizza in chiave ironica tutta una serie di luoghi comuni che giornalmente fanno uscire di testa tanti fotografi .

Non sono il primo a scrivere di questo argomento, basta farsi un giro su google per trovare centinaia di post simili che concludono con una linea abbastanza comune: “E’ il fotografo che fa la foto, non la fotocamera“, e di lì giù con una serie di declinazioni di questo concetto come ad esempio questa: “un buon fotografo farà ottime foto anche con un telefonino“, ma anche: “anche la migliore macchina al mondo non farà buone foto se messa in mano ad un incompetente” oppure la salomonica via di mezzo: “un buon fotografo con una macchina scadente scatterà sempre migliori foto di un pessimo fotografo ottimamente attrezzato” come se nel mondo reale esistessero solo situazioni estreme o paradossali. Ma poi, se la macchina è così poco importante come mai si vedono in giro tanti fotografi professionisti (o anche solo appassionati) armati di attrezzatura di prim’ordine?

camera gear

Mettiamo qualche puntino sulle i

Innanzitutto non mi sento di smentire quanto detto finora, anche io credo e sono fortemente convinto che la buona fotografia la faccia il buon fotografo ma sono altrettanto convinto che sia importante avere anche la giusta attrezzatura perchè “una catena è resistente quanto il suo anello più debole” e in definitiva i sistemi migliori sono quelli ben equilibrati in tutte le componenti.

Un altro aspetto fondamentale da capire è cosa significa fare foto migliori e per questo è importante fare una distinzione

Un cenno sulla qualità e sulla creatività

Riducendo il discorso all’osso, possiamo identificare in ciascuna foto due aspetti fondamentali che ne determinano la “bontà”: la qualità intrinseca dello scatto e il suo valore artistico/emozionale/creativo.

border-collie-rufus-slalom-powerfulIl primo aspetto è direttamente legato alla tecnica ed alla tecnologia, una foto è buona se è messa a fuoco, nitida, pulita, ricca di sfumature, correttamente composta e così via, in particolare alcuni di questi aspetti (la nitidezza, l’uso di certe tecniche di scatto, l’affidabilità dell’autofocus) dipendono oltre che dalla perizia tecnica del fotografo, anche dalla bontà della macchina fotografica e delle lenti utilizzate. Questo è il motivo che spinge un fotografo ad aprirsi un mutuo per comprare il meglio della strumentazione fotografica disponibile e in genere a studiare e praticare tanto per acquisire la giusta tecnica ed esperienza per usarla al meglio.

border-collie-alphy-countryside-snow-portraitIl secondo aspetto è chiaramente molto più sfuggente e soggettivo, la capacità di emozionare di una foto dipende dal messaggio ma anche da tutta una serie di co-fattori che in qualche modo aiutano l’espressione. Ad ogni modo non è l’oggetto di questo scritto disquisire su cosa sia emozione e cosa no, l’unica cosa che mi sento di affermare è che la buona foto è in parte un messaggio efficace ed in parte un mezzo efficace a veicolarlo.

C’è foto e foto

Una questione importante da spiegare è che (purtroppo) non esiste un’attrezzatura fotografica universale ma è il fotografo che deve saper scegliere di volta in volta gli strumenti più adatti a svolgere il compito, né più, né meno di quello che fa un artigiano che usa un martello per piantare chiodi e una sega per tagliare il legno invece che cercare di tagliarlo a martellate. Alcuni generi fotografici richiedono strumenti specifici molto costosi, altri sono meno impegnativi economicamente ma magari richiedono più tecnica o più creatività, altri ancora richiedono soldi, tecnica, creatività. Anche in questo caso è vero che è il fotografo a fare la buona foto, spetta a lui scegliere il giusto strumento con la giusta qualità ma anche le giuste funzionalità.

Un esempio pratico: la foto sportiva

Uno dei libri di fotografia che ho letto, in apertura al capitolo sulla fotografia sportiva recitava così: “è meglio portare con sé il libretto degli assegni!” – Penso che nella fotografia sportiva conti molto meno il messaggio artistico rispetto a tecnica e tecnologia, non fraintendetemi subito, la buona foto è e sarà sempre quella capace di emozionare, ma nello sport, specie ad alti livelli, è la scena che è già fortemente emozionante, non c’è da costruire molto, da ragionare o da inventarsi chissà cosa, è tutto lì davanti ai tuoi occhi, devi solo saper cogliere gli attimi giusti in mezzo a tanti attimi ordinari. Se da una parte lo sport non richiede una costruzione e un ragionamento come in altri generi (ma sarebbe meglio parlare di foto d’azione) tuttavia richiede una notevole performance tecnologica e soprattutto tecnica, serve essere sempre concentrati, seguire la scena, anticipare i punti dove ci si aspetta possa succedere qualcosa, avere la giusta respirazione, gestire i pesi (che non sono modesti) ed essere sempre impostati per scattare nel modo migliore possibile, regolando la macchina al volo, correggendo le impostazioni con l’evolversi della scena, tecnologicamente serve una macchina veloce, una buona raffica, un autofocus preciso e molto reattivo ma per farli rendere bisogna conoscere in modo profondo come funziona il sistema, quali sono i punti deboli e quali i forti e si potrebbe andare avanti ancora per un bel po’ ma credo che il concetto sia chiaro.

Nella fotografia sportiva non sempre le condizioni sono ottimali, spesso la qualità della luce, o semplicemente la poca luce disponibile rende necessario l’uso di ottiche molto luminose e macchine sensibili, anche queste da studiare e conoscere per poter sfruttare fino all’ultimo pixel e sempre parecchio costose.

L’esempio opposto.

Al contrario ci sono generi dove l’emotività la fa da padrone, ma attenzione perché va sempre a braccetto con una buona dose di tecnica e un minimo di tecnologia per realizzarla, non sto parlando di un genere in particolare ma di un approccio alla fotografia molto istintivo e creativo, dove la foto non è altro che un espediente per veicolare un messaggio potente, talmente potente da essere efficace anche a dispetto della qualità generale oppure, che rappresentano un momento talmente importante che la perfetta realizzazione non poteva essere ottenuta senza rischiare di perdere l’attimo.

Mentre cercavo qualche esempio mi sono imbattuto in un articolo interessante che vi consiglio di leggere, troverete anche una mini gallery di alcune delle foto più potenti mai scattate e noterete come nessuna di queste sia tecnicamente perfetta.

In definitiva, una buona macchina non significa fare buone foto, in generale aiuta per la maggior parte delle volte a realizzare buone foto partendo da buone idee, ma spesso basta molto poca tecnologia e solo un po’ più di inventiva 😉