La reflex, verità, miti e leggende


Quando ci si appassiona alla fotografia è quasi inevitabile che ad un certo punto del proprio percorso ci si chieda se sia arrivato il momento di comprarsi una reflex, credo che non sia nemmeno una scelta particolarmente soppesata, almeno a giudicare dalla gran quantità di reflex che vedo in giro, spesso usate né più né meno di come vengono usate una compatta o un cellulare. L’obiettivo di questo articolo è cercare di rispondere alla domanda “mi serve realmente una reflex per fare fotografie?” e cercherò di farlo facendo una piccola analisi dei pro e dei contro di questa scelta.

Breve cenno tecnico

corso_di_fotografia_clip_image005_0000Per molti la reflex è semplicemente una macchina fotografica un po’ più grossa del normale, probabilmente più buona, se si parte dall’assunto che più grosso e pesante è meglio, sicuramente più costosa, ma il nome in realtà ha un significato ben preciso e rivela una architettura del sistema che è caratteristico di questa tipologia di fotocamere. Come si può vedere nello schema, una reflex è costituita da un sistema a prisma e specchi che serve per permettere al fotografo di vedere esattamente quello che vede il sensore: il meccanismo è abbastanza semplice, c’è uno specchio mobile che devia l’immagine e attraverso un sistema di specchi lo ripresenta nel mirino della macchina, in questo modo il fotografo può vedere l’inquadratura esattamente come verrà catturata dal sensore. Quando si preme il tasto lo specchio si solleva, per un istante dal mirino non si vedrà più nulla perché la luce non verrà più deviata ma inviata al sensore. That’s all!

Che differenza c’è con una compatta? Nella seconda, tutto il sistema di specchi semplicemente non esiste, la compatta mantiene il sensore attivo tutto il tempo e mostra tramite un display esattamente quello che vede il sensore, cosa che può fare anche una reflex quando è necessario tramite una funzione chiamata LiveView. Prima di rispondere con la giustissima e sensatissima obiezione “ma allora per quale motivo complicarsi la vita quando la compattina da cento euro riesce a fare lo stesso?” vi faccio notare che l’invenzione della reflex moderna risale a quasi un secolo fa, quando esisteva solo la pellicola ed è pensato proprio per un sistema che non permetteva di vedere quello che inquadravate prima… dell’omino che sviluppa il vostro rullino!

Quali vantaggi

Scherzi a parte, ci sono diversi vantaggi che contraddistinguono un sistema reflex, partiamo subito, per esigenze di continuità col discorso appena aperto, dalla questione degli specchi. Se avete provato una compatta, specie se non di ultimissima generazione, avrete notato che l’immagine del display non è sempre molto “naturale”, sembra ritardata e al rallentatore ed in effetti è proprio così, questo perché prima di elaborare ogni singolo fotogramma catturato dal sensore, il sistema deve processarlo per mostrarlo sul display e questo richiede tempo, anche se breve. Quello che vedete sul display è mostrato con un numero di fotogrammi al secondo abbastanza basso (il movimento è mostrato in modo scattoso) e ritardato di qualche decimo di secondo. Ulteriormente, il display non permette di vedere con una definizione altissima ed è generalmente di dimensioni molto piccole. Con la reflex vedi tutto in tempo reale alla velocità della luce, senza rallentamenti, senza perdite di qualità e se questo è quasi inutile quando si fotografano cose statiche o mediamente lente, diventa indispensabile se il soggetto si muove.

Non solo la visione è lenta, lo è anche lo scatto, potete fare la prova tranquillamente con qualsiasi compatta, se premete il tasto di scatto quando il vostro cane passa davanti all’inquadratura, probabilmente nella foto verrà fuori la punta della coda o uno spazio vuoto. Anche la reflex ha un ritardo di attuazione ma è enormemente inferiore, quasi istantaneo (ovviamente dipende dal modello!) e questo la rende indispensabile ed ancora la scelta più adatta a chi fa foto sportive.

Passiamo ad un’altra caratteristica tipica di questo sistema, l’intercambiabilità delle ottiche, sulle reflex potete cambiare obiettivo scegliendo fra centinaia di tipologie (discorso lungo, magari ne parleremo in dettaglio in seguito) quello che si adatta alla foto che avete in mente in quel momento, potendo scegliere non solo il tipo ma anche le sue qualità, capacità di ingrandimento, luminosità, qualità delle lenti (e quindi qualità della foto, nitidezza) o tipologia d’uso. A questo proposito mi viene spesso da sorridere all’idea che tanti comprano la reflex con un solo obiettivo rinunciando ad una delle sue qualità più interessanti.

Le foto fatte con una reflex hanno un look abbastanza caratteristico (almeno nell’immaginario collett
ivo, la realtà è un po’ diversa) che è dato soprattutto dallo “sfocato”, ovvero quell’effetto che permette di isolare un soggetto dentro una cornice di sfondo sfocata e morbida.

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Aspetto molto importante: la dimensione del sensore

Non entro in dettagli tecnici per non annoiarvi ma devo accennare ad una delle caratteristiche che migliorano la qualità delle foto e soprattutto che minimizzano il degrado qualitativo che avete quando la luce comincia a scarseggiare, stiamo parlando della dimensione del sensore. Nelle compatte e nelle fotocamere di fascia bassa il sensore è una frazione di quello che avete su una reflex (bisognerebbe fare una ulteriore distinzione fra i cosiddetti formati aps-c e full frame più grandi di circa il 50% rispetto ai primi), questo permette di catturare più luce e quindi mantenere il rumore a livelli più bassi quando si abbassa la luce ambientale (o si accorciano i tempi).

I contro

Veri contro non ce ne sono in realtà, solo dirette conseguenze del fatto che le cose più complesse, performanti e raffinate hanno un costo maggiore, una dimensione maggiore, un peso maggiore e richiedono una perizia maggiore per essere sfruttate al meglio. Canon-EF-800mm-and-1200mm-LensLe dimensioni maggiori dipendono proprio dalla maggiore area del sensore che per questioni ottiche necessita, a parità di ingrandimento e luminosità, sistemi ottici di dimensioni maggiori. Ecco perché se su una compatta ibrida (quelle fotocamere che sembrano delle reflex in scala ridotta) potete trovare uno zoom capace di ingrandire 50 volte mentre per avere lo stesso ingrandimento su una reflex dovreste dotarvi di un tele di più di un metro di lunghezza. E chiaramente con le dimensioni e una costruzione che deve anche essere robusta, l’uso di lenti di altissima qualità (che usano materiali, manco a dirlo, più pesanti), si traduce anche in pesi notevolmente maggiori.

Non esiste una ricetta unica

A questo punto avrete già intuito che la risposta alla domanda che ci siamo posti in apertura può avere più risposte, questo perché dipende anche dal tipo di foto che vogliamo fare, dallo stile e nel modo in cui ci muoviamo. Personalmente sono pro reflex (e per un certo tipo di reflex) perché per l’uso sportivo e d’azione credo che ancora oggi sia il miglior compromesso, anche se è sempre meno vero anche in questo campo specifico.

Un certo peso aiuta anche a stabilizzare l’immagine quando si lavora a grandi ingrandimenti ma è anche una maledizione per la schiena (generalmente già a metà manifestazione la mia inizia a chiedere pietà). Per lo stesso motivo non prenderei una reflex per fare turismo, salvo situazioni in cui serve un’impostazione più d’azione, ad esempio nei safari, o in mezzo alla natura; una buona macchina che sia leggera, discreta e compatta per me è l’ideale, stesso discorso per i generi più statici dove serve sicuramente una grande qualità ottica (che non è prerogativa esclusiva delle reflex, anzi!) senza però doti di reattività assoluta.

Qualcuno dice che sia più utile per cominciare a fare qualcosa di artistico, di più curato, perché la reflex permette di controllare totalmente tutto il processo di scatto, ogni parametro e quindi riflettere nello scatto tutta la propria sensibilità, ma la verità è che anche le compatte permettono di essere usate in manuale (e per contro, la maggioranza dei “reflex-muniti” usa la propria macchina in automatico), quello che serve è un buon libro di fotografia e soprattutto la voglia di fare e dire qualcosa. Anche lo sfocato in realtà non è propriamente una esclusiva delle reflex (oltretutto esistono macchine che permettono uno sfocato ancora più estremo e gradevole ma hanno costi spropositati), semplicemente è favorito per questo tipo di architettura ottica ma si stanno affacciando ottime alternative.

C’è reflex e reflex

Come direbbe qualcuno: e qui casca l’asino! Come in qualsiasi prodotto, esistono varie fasce di prodotto e di conseguenza di prezzo, cerchiamo di fare un po’ il punto

Generalmente le categorie si dividono in entry level, mid level, prosumer e professionali, ma si possono anche suddividere in due tronconi in base alla dimensione del sensore: aps-c e full frame.

Entry level

entry-level-nikonFanno parte della categoria quelle che presentano un prezzo più economico e sono caratterizzate da funzionalità meno avanzate ed orientate più a fornire automatismi semplici piuttosto che funzioni specializzate, generalmente presentano corpi leggeri fatti per la maggior parte di plastica, sono meno affidabili, reggono un numero inferiore di scatti, hanno autofocus e raffica più lenti, spesso usano sensori e tecnologia che venivano montati sui modelli precedenti ma di fascia superiore quindi non è insolito scoprire, ad esempio che una entry level odierna abbia una qualità fotografica (che dipende in larga misura dal sensore e dal sistema di processamento immagine) paragonabile ad una prosumer di 5 anni fa. Per iniziare vanno benissimo e detto schiettamente anche per andare avanti un bel po’, faccio spesso l’esempio di un fotografo molto noto in Sardegna che fa foto alle sagre che gira con una entry level e comunque sforna foto molto belle e significative.

Entry level evolute

Le mid level in realtà sono poco sopra le entry ma non sono tanto diverse da queste ultime, generalmente costano un paio di cento euro in più, offrono qualche miglioria come un autofocus più performante o il display orientabile o qualche miglioria generale, a mio parere non rappresentano una vera categoria ma una sorta di via di mezzo per chi vuole qualcosina più della base senza però entrare in una fascia significativamente più importante.

Prosumer

prosumer-aps-cIl termine prosumer, per chi non lo sapesse, nasce dalla contrazione dei termini professional e consumer ed è appunto un compromesso studiato per gli appassionati “evoluti”, quelli che studiano più seriamente, fotografano con assiduità ma non hanno velleità professionali (non ci magnano per intenderci!), in questa categoria potete trovare sia aps-c che full frame, le prime generalmente con una dotazione di alto livello, corpo in lega di magnesio, impermeabilità ad acqua e polvere, doppio display, doppi controlli di regolazione (che sono molto più utili di quanto si potrebbe immaginare), una propensione ad uso specialistico che nel caso di sportive significa af veloce e raffica, ma anche funzioni come il temporizzatore, le esposizioni multiple, le funzioni avanzate per il flash esterno e tanto altro. Le Full frame, mediamente costose per il sensore maggiore, in questa categoria costano nettamente di più delle pari aps-c oppure sono ridotte all’osso per offrire questo tipo di sensore al prezzo più competitivo.prosumer-full-frame

Pro

Qui siamo al top, si parla di macchine che sono nate per funzionare ai limiti del possibile (pensate ad un inviato di guerra!), affidabili, con funzioni specializzate pensate per agevolare l’uso professionale, estremamente robuste e con dentro i migliori “motori” tecnologici presenti sul mercato. Salvo eccezioni di cui io ignoro l’esistenza, in questa categoria sono tutte full frame, alcune specializzate per lo sport e l’azione, altre per lo studio fotografico con relative funzionalità dedicate. I costi sono proibitivi ma vedo che ci sono appassionati che con un po’ di sacrifici si orientano anche su modelli di questa categoria, beati loro!

Le alternative

Parlavamo di miti e leggende… ecco, uno dei primi è che non esistono solo le reflex come valida soluzione per l’appassionato di fotografia, in primis esistono le cosiddette “mirrorless” che, partendo dallo stesso sensore di una reflex privata però del sistema di specchi e dotata di un hardware sufficientemente potente da mostrare sul display immagini senza ritardi apprezzabili e tempi di scatto al pari delle migliori reflex, si prestano moltissimo al fotografo in cerca di macchine compatte, leggere e maneggevoli che possono montare all’occorrenza qualsiasi ottica da reflex al pari di lenti specifiche adatte a mantenere il sistema maneggevole e leggero.

In linea di principio la qualità è la stessa, almeno potenzialmente, di una reflex con lo stesso sensore, e moltissimi fotografi stanno migrando verso questa soluzione tanto pratica quanto promettente. I contro non sono molti in realtà, il più importante che mi viene in mente è la minore maneggevolezza data dal corpo compatto e poco ergonomico, dal punto di vista di un fotografo da viaggio o un fotoreporter è un problema inesistente ma se siete amanti dello sport o delle foto naturalistiche e dovete maneggiare grossi teleobiettivi, il corpo miniaturizzato non vi agevolerà l’impugnatura e di conseguenza la stabilità che vi serve per quel genere di foto. Dovrebbero esistere anche degli accrocchi che si avvitano sul corpo per ingrossarlo e fornire delle impugnature più solide, simili ai battery grip che trovate anche nelle reflex, personalmente non possiedo una mirrorless e non vi so dire se siano o meno efficaci.

ibrida-nikonLe ibride, ovvero quelle macchine dall’aspetto simile ad una reflex ma generalmente più piccole e leggere di queste ultime, caratterizzate da un sensore molto piccolo e un’ottica zoom piuttosto versatile, possono essere un buon punto di inizio perché hanno il vantaggio del minor costo (soprattutto in funzione dell’escursione dello zoom che su una reflex costerebbe molto di più) e della versatilità che vi permette di poter “assaggiare” tutte le focali esistenti per cominciare a capire quali sono più adatte al vostro gusto. In più, essendo una macchina che nasce e muore con quella configurazione, potete contare su un notevole grado di ottimizzazione, nonostante la qualità generale non sia di alto livello, quel poco è progettato per essere sfruttato al massimo e non è raro che in certe situazioni una ibrida renda meglio di una reflex economica con un obiettivo economico (che comunque costerebbe nettamente di più), generalmente hanno anche una funzione video abbastanza buona e tutto sommato può far cmodo avere in un solo corpo anche questa possibilità. I contro non sono pochi, per avere un’impugnatura un poco più solida si rinuncia alla maneggevolezza delle compatte, la dimensione del sensore introduce rumore appena le condizioni di luce peggiorano un po’ e la poca luminosità delle lenti usate aggrava questa condizione. Sicuramente sono sconsigliate per lo sport e l’azione.

compatta-lumixInfine le compatte, ovvero quelle macchine che hanno le dimensioni di un cellulare e sono poco più grosse. La prima cosa che va detta su questa tipologia di prodotti è che sono stati dichiarati in via d’estinzione (e a breve il WWF comincerà a inserirle nelle riserve naturali per proteggerle 😀 😀 ), questo perché ormai la qualità delle fotocamere degli smartphone è diventata comparabile se non superiore e ormai quasi tutti hanno uno smartphone con fotocamera. compatta-olympusRitengo he ci siano ancora due vantaggi a favore delle compatte, entrambi marginali, il primo è avere un apparecchio che, una volta esaurite le batterie non ti costringe a non poter ricevere telefonate, chat, mail e quant’altro, il secondo motivo è che, per quanto ridotto, la compatta ha sempre uno zoom ottico mentre il cellulare no, e nonostante i tanti mega pixel dei sensori odierni, uno zoom ottico permette comunque di mantenere una qualità decente.

Conclusioni?

Raramente nel mondo reale esiste una ricetta valida per tutti e anche in questo caso è proprio così: non esiste la macchina perfetta per tutti ma è possibile scegliere qualcosa che probabilmente si adatta meglio alle proprie esigenze e volendo semplificare al massimo la reflex la consiglierei in questi casi:

  • Chi cerca una qualità moto alta e ha intenzione di “alzare l’asticella” sempre di più
  • Chi fa sport, natura e azione
  • Chi si trova bene con quel tipo di formato “fisico” e non si spaventa per ingombri e peso.