Le mie foto, spiegate: Shine e il panning


Questa foto è un po’ speciale per diversi motivi, innanzitutto è una di quelle foto “ricercate”, non improvvisate e risultato di molte prove e tentativi; poi è sicuramente qualcosa dal look “insolito”, soprattutto nel campo della pet photography (mentre è molto abusato nella fotografia sportiva legata ad auto, moto e “cose veloci” in genere).

La tecnica principale che identifica la foto è detta “panning“, a grandi linee consiste nel fotografare il soggetto in movimento, inseguendolo, utilizzando tempi di esposizione abbastanza lunghi da creare un effetto scia limitatamente allo sfondo, lasciando però il soggetto “relativamente” nitido.

La difficoltà del panning con soggetti non rotolanti (auto, moto) o volanti (aerei, frisbee, supereroi) è data dalla componente di movimento non orizzontale, quando ad esempio il cane marca il passo il suo movimento non è più semplicemente orizzontale ma assume una sorta di oscillazione e questo crea foto “mosse” sgradevoli. La soluzione è scattare molte foto in modo da trovare quei brevi momenti in cui il cane si muove in modo quasi uniforme e una buona parte del soggetto rimane quindi nitida… piccola precisazione, è importante che rimanga nitida la testa e soprattutto gli occhi.

In questa foto, Shine, è in fase di salto, quasi disteso e con una traiettoria abbastanza stabile, il bello di questo panning è proprio vedere l’effetto scia su tutto lo sfondo, sulle estremità delle zampe che enfatizzano la velocità e il dinamismo del gesto sportivo ma con il muso bello nitido e gli occhi con un riflesso che conferisce determinazione e concentrazione.

Le gambe di Daniele nello sfondo, una molto mossa mentre l’altra più identificabile creano il senso del movimento senza essere una cosa indefinita e incomprensibile. L’aspetto negativo è dato dall’ostacolo che è mosso ma in modo poco netto e con una scia molto corta che lo rende un po’ fastidioso, del resto è stato scattato durante una gara, non potevo certo chiedere di rimuovere l’ostacolo! 😀

Infine, la scelta del bianco e nero è data da due motivazioni, esteticamente mi piace molto estremizzare il bianco e nero del pelo del border collie, non volevo che i dettagli del pelo, le sfumature che in questo caso non sarebbero state comunque nitide ma solo confuse, distraessero dalla figura in generale. Il secondo aspetto, più pratico, è che per le condizioni di luce, il colore non mi davano il tipo di idea che avevo in mente, volevo una foto un po’ sporca, un po’ confusa (anche per questo la composizione non segue la regola dei terzi o altri accorgimenti ma è volutamente “tagliata”) che rappresentasse quel senso di “equilibrio instabile” che una competizione dovrebbe essere.

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