Le mie foto, spiegate


L’idea mi è venuta stamattina mentre preparavo un post per la mia pagina Facebook, volevo scrivere due righe a proposito di una foto e alla fine è venuta fuori una descrizione un po’ più articolata. Ho pensato che sarebbe stato carino raccontare cosa frulla nel cervello di chi fotografa in modo non tecnico (a parte qualche inevitabile riferimento), che potrebbe essere utile a chi vuole migliorare le proprie fotografie ma anche a chi piacerebbe apprezzare le foto non fermandosi solo all’estetica e al primo impatto (o al semplice fatto di essere il protagonista della foto).

Perché spiegare le foto? Probabilmente è la vanità latente che hanno tutti quelli che fanno qualcosa per un pubblico (per lo stesso motivo sono salito sul palco come musicista per tanti anni, ho scritto di musica e strumenti musicali e mi viene naturale farlo), o magari è solo il desiderio di estendere la vita di un singolo scatto in considerazione di quanto lavoro che c’è dietro e di quanto si fa in fretta a vederlo, giudicarlo ed infine dimenticarlo. Qualunque sia il motivo, spero solo che alla fine vi piaccia perché in definitiva lo faccio perché mi piace farlo 😉

Ed ecco la foto di oggi, fatta alle ultime gare ENCI col relativo spiegone.

Volevo proporre un modo un po’ diverso di fotografare lo slalom, ho preferito riprendere l’uscita dallo slalom; lasciarselo alle spalle, a mio modo di vedere, conferisce più dinamismo (lo slalom nello sfondo in prospettiva assume l’idea di una scia) e al contempo non impalla il soggetto che si mostra in tutta la sua bellezza. Fotografare il cane in uscita, quando “carica” tantissimo i posteriori e si proietta verso il prossimo ostacolo, come una moto che spalanca il gas in uscita da una curva, trasmette una sensazione fortissima di sportività, velocità e potenza, sensazione enfatizzata anche dagli schizzi di sabbia.
La ridotta profondità di campo, la buona percentuale di terreno fuori fuoco davanti e l’orizzonte basso aumentano la sensazione di profondità.

La foto è quasi al naturale ma ho voluto rendere meno saturo il colore del terreno per farlo sembrare più chiaro e uniforme con il resto dello sfondo, mi piaceva l’idea di un cane ben contrastato che sembra balzare fuori dallo schermo, è stata applicata un po’ di enfasi nella zona della sabbia, penso che anche una versione in bianco e nero potrebbe funzionare molto bene in questo senso.

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